La pagina più ordinata della mia vita: quella dedicata ai miei lavori in punta d'ago La page la plus ordonnée de ma vie: cellle dediée aux broderies en aguille!
La mattina del sette settembre ho fatto le cose con calma. Al contrario dell'ansia e dell'agitazione alla quale tutti mi avevano preparato, mi sono svegliata intorno alle otto, ho fatto colazione come al solito e la doccia.
Ma non era una giornata come tutte le altre. Il mio cuore era inspiegabilmente leggero e un fremito dispettoso faceva capolino, di tanto in tanto, in fondo alla pancia. Ad ogni modo ho avuto il tempo di osservare dal balcone i miei indaffarati ad attaccare rametti di edera ai gazebo allestiti in giardino, le zie agghindare i tavoli e le vicine a portare vassoi colmi di dolci belli e buoni preparati per l'occasione.
C'era il sole, il cielo era sereno, ma non c'era afa, né caldo. Una temperatura bellissima, che sembrava un ritaglio di Dio tra i giorni di pioggia e nebbia che sono preceduti e seguiti a quella data.
Ho osservato la mia stanza e il letto nel quale avevo probabilmente trascorso l'ultima notte, ho taffo un giro in ogni stanza e ho cercato di imprimermi l'odore di casa nella mia mente.
Oltre all'ansia e alla tensione mi avevano pure avvertito che di solito gli sposi non riescono a godersi il giorno del loro matrimonio e che spesso neppure ricordano tanti particolari. Proprio per questo ero decisa a godermi e ad assaporare ogni istante del sette settembre.
E così è stato.
Potrei raccontarvi l'ansia di mia madre, il silenzio commosso di mio padre, le battute distensive di mia sorella, l'attenzione e la cura con la quale le mie amiche mi hanno aiutata ad indossare l'abito bianco.
Potrei poi parlarvi delle lacrime delle mie zie nel vedermi di bianco vestita, i palloncini binachi liberati in cielo da mia mamma quando sono uscita di casa e il sorriso di Roberto nel momento in cui sono comparsa sulla soglia della Chiesa coperta dal velo.
Potrei raccontarvi la mia voce spezzata al momento della formula matrimoniale e i conseguenti sussulti di commozione che sono riecheggiati nella stupenda chiesa di San Giovanni Evangelista.
Potrei raccontarvi della luce meravigliosa che ci ha inondato all'uscita della chiesa, insieme al riso lanciato dai nostri cari.
Potrei descrivervi il bellissimo video a sorpresa, preparato da mia sorella e proiettato a metà serata nella sala ricevimenti.
Potrei soffermarmi sul servizio impeccabile della sala, sulla cena ottima che siamo risuciti a mangiare qualsi per intero, della canzone dedicatami dai miei cugini, dell'incanto del primo ballo, La cura di Franco Battiato, che ho persino canticchiato all'orecchio di mio marito.
Tante e tante cose potrei aggiungere, i sorrisi e l'emozione dei nostri amici più cari e familiari, la spettacolare torta nuziale, l'infinito buffet di frutta e dolci con il quale mio marito m'ha subito tradita, gli scherzi che gli amici di Roberto ci hanno fatto trovare a casetta la sera stessa.
Insomma potrei parlare di quel giorno all'infinito.
Ma per voi ho selezionato solo alcune foto, che spero racchiudano un pò della magia di quel giorno e la trasmettano al cuore grande di voi amiche ricamine.
7 Settembre 2010